Ottobre 18, 2025Nel settore HORECA (Hotellerie-Restaurant-Café) è sempre più diffuso l’uso di bicchieri in plastica rigida riutilizzabile, grazie alla loro leggerezza, infrangibilità e convenienza. Tra i materiali più utilizzati per questi articoli destinati al contatto con alimenti spiccano SAN (stirene-acrilonitrile), policarbonato (PC) e Tritan. Ognuno di questi polimeri possiede caratteristiche tecniche specifiche – dalla trasparenza alla resistenza meccanica, dalla tolleranza al calore alla lavabilità – che ne determinano le prestazioni e i contesti d’uso ideali. In questo articolo, rivolto agli operatori HORECA, analizziamo in dettaglio le proprietà tecniche di SAN, policarbonato e Tritan, evidenziandone i vantaggi e i limiti pratici riscontrati (ad esempio, il policarbonato può rovinarsi con detergenti aggressivi, il Tritan può mostrare aloni se toccato con mani sporche di olio o crema solare, ecc.). Riportiamo dati e risultati da analisi e casi di studio disponibili, e facciamo il punto sulla normativa UE: a partire dal 2026 il policarbonato contenente BPA non potrà più essere impiegato per uso alimentare, secondo le nuove direttive europee. Un linguaggio tecnico ma chiaro guiderà la scelta del materiale più adatto alle vostre esigenze, con riferimenti normativi e studi a supporto.
SAN (Stirene Acrilonitrile)
Cos’è e dove si usa: Il SAN è un copolimero di stirene e acrilonitrile utilizzato da decenni nel foodservice. Offre un aspetto trasparente e brillante simile al vetro, motivo per cui è impiegato in calici da degustazione, bicchieri da vino/birra e caraffe in plastica rigida. È un materiale privo di bisfenolo A (non derivando da quest’ultimo), leggero ed economico, spesso scelto per eventi con grande affluenza o per servizi di catering dove occorre coniugare estetica e praticità . Di seguito le sue caratteristiche principali:
Trasparenza e aspetto: Il SAN si distingue per l’elevata limpidezza e lucidità, offrendo un effetto vetro. I bicchieri in SAN presentano brillantezza simile al cristallo, valorizzando il contenuto (vini, cocktail, ecc.) in modo accattivante. Questa trasparenza tende però a diminuire se la superficie si graffia o opacizza con l’uso prolungato.
Resistenza meccanica: Pur essendo meno robusto del policarbonato, il SAN ha una buona resistenza agli urti per un polimero rigido: i bicchieri in SAN non si frantumano in schegge e sopportano cadute moderate senza rompersi. Tuttavia, non è indistruttibile – urti molto violenti o ripetuti possono causare crepe – e soprattutto soffre i graffi: il materiale tende a rigarsi facilmente se strofinato con utensili abrasivi o trattato in modo brusco. Nel lungo termine, graffi e micro-abrasioni possono diminuire la trasparenza del SAN.
Resistenza termica: Il SAN tollera temperature moderate, generalmente fino a circa 70–100°C come range di utilizzo sicuro. In pratica, ciò significa che può contenere liquidi caldi solo entro certi limiti (ad esempio bevande tiepide, ma è sconsigliato versarvi liquidi bollenti appena tolti dal fuoco). In compenso, resiste bene alle basse temperature (fino a circa -10°C), rendendolo adatto anche per bevande fredde o refrigerate. Le fonti indicano tipicamente una temperatura massima consigliata attorno a 70°C per evitare deformazioni, anche se alcuni produttori riportano tolleranza fino a 100°C in condizioni controllate. È importante attenersi alle indicazioni specifiche del produttore per garantire la sicurezza.
Lavabilità e durata: I prodotti in SAN sono lavabili in lavastoviglie e mostrano una buona tenuta ai cicli di lavaggio. Analisi di laboratorio e prove nel settore indicano che il SAN può sopportare centinaia di lavaggi in lavastoviglie industriali senza degrado sostanziale . Ad esempio, un test su calici in SAN ne garantisce fino a 500 cicli di lavaggio professionale prima di notare cali apprezzabili di trasparenza . Anche in laboratorio, il SAN ha mostrato resistenza paragonabile al Tritan, superando i 1000 cicli di lavaggio senza rotture. Bisogna tuttavia considerare che l’esposizione a detergenti molto aggressivi, temperature eccessive o acque molto dure potrebbe opacizzare il materiale nel tempo. In generale, per prolungarne la vita, si consiglia di lavare a temperature moderate (max ~60–70°C) e di evitare spugne abrasive che possano graffiare la superficie.
Limiti ed esperienze pratiche: Il SAN, come detto, è meno tenace del policarbonato. In un contesto reale ciò significa che, se un bicchiere in SAN cade da una notevole altezza su una superficie dura, c’è un rischio maggiore che si incrini o rompa rispetto a un analogo in PC o Tritan. Inoltre, i graffi superficiali rappresentano il principale nemico estetico: in ambienti HORECA ad alta rotazione, dove i bicchieri vengono impilati o spostati di frequente, il SAN può segnarsi e perdere brillantezza. Per mitigare questo problema, alcuni operatori riservano i bicchieri in SAN a usi a breve termine(es. eventi singoli, feste) o li sostituiscono periodicamente per mantenere un aspetto impeccabile. Un altro limite è la tolleranza al calore moderata: è meglio non utilizzare bicchieri in SAN per servire bevande estremamente calde (oltre ~70°C) o per sterilizzarli ad alte temperature, perché il materiale può deformarsi. Infine, pur essendo idoneo al contatto alimentare, il SAN è un polimero a base stirenica: gli studi hanno mostrato che la migrazione di monomeri stirenici rimane entro i limiti di legge a temperature di utilizzo normali, ma non va usato per cibi molto caldi per evitare cessioni indesiderate. In sintesi, il SAN è eccellente per bicchieri riutilizzabili economici e di bell’aspetto in contesti non troppo impegnativi, ma non garantisce la longevità o la resistenza estrema dei materiali più avanzati.
Policarbonato (PC)
Cos’è e dove si usa: Il policarbonato è stato a lungo il “gold standard” per i bicchieri di plastica rigida riutilizzabili. Chimicamente è un tecnopolimero derivato dall’acido carbonico (generalmente ottenuto da Bisfenolo A e fosgeno), noto per la sua straordinaria combinazione di proprietà. I bicchieri in policarbonato hanno dominato il mercato grazie a una trasparenza cristallina, una robustezza eccezionale e un’alta resistenza al calore. Questo materiale si ritrova non solo in calici e bicchieri infrangibili, ma anche in biberon (in passato), bottiglie riutilizzabili, caraffe, stoviglie da mensa e perfino piatti e attrezzature da cucina professionali. Di seguito le caratteristiche chiave del PC:
Trasparenza e aspetto: Il policarbonato è praticamente simile al vetro in termini di chiarezza ottica . Ha un indice di trasparenza elevatissimo (haze ~0,5–1%), il che significa che è incolore e limpido: un bicchiere in PC nuovo è quasi indistinguibile da uno in vetro per trasparenza . Inoltre mantiene bene la brillantezza nel tempo, salvo degradazione superficiale per graffi o attacchi chimici.
Resistenza meccanica (urti e usura): Questo è forse il punto di forza principale. Il policarbonato è estremamente resistente agli impatti: è noto che può essere 4 volte più resistente dell’acrilico (plexiglass) e fino a 8 volte più resistente del PET in test di urto equivalenti . Un bicchiere o una brocca in PC è praticamente infrangibile nelle normali condizioni d’uso HORECA – può cadere ripetutamente da tavoli o banconi senza rompersi. Per questo motivo era (ed è tuttora, fuori UE) il materiale preferito in contesti come discoteche, festival, piscine e stadi, dove la sicurezza anti-scheggia è prioritaria. Anche la rigidità del PC è alta: mantiene la forma e non flette facilmente sotto carico. Unico neo meccanico: la sua superficie può graffiarsi col tempo se sottoposta a usura intensa o pulizia con materiali abrasivi, il che può causare perdita di lucentezza.
Resistenza termica: Il policarbonato vanta una notevole termo-stabilità. Può sopportare temperature elevate – tipicamente fino a ~120 °C – senza deformarsi significativamente. Ciò consente, ad esempio, di versare acqua bollente in un contenitore in PC senza che questo si ammorbidisca. I bicchieri in PC resistono ai cicli di lavastoviglie ad alte temperature e possono persino essere sterilizzati brevemente (alcuni produttori li dichiarano microondabili per brevi riscaldamenti o compatibili con lo scaldavivande fino ~85°). Questa resistenza al calore facilita la pulizia igienica ad alte temperature senza danni. Anche al freddo il PC va bene (fino a circa -40°C). In sintesi, è adatto sia a bevande bollenti che a congelamento.
Lavabilità e durata: Il policarbonato è pensato per un uso ripetuto prolungato. In termini di lavaggi in lavastoviglie, può resistere a centinaia di cicli senza perdere integrità strutturale. Tuttavia, vi sono accortezzeimportanti: alcuni detergenti e additivi per lavastoviglie possono interagire col PC. In particolare, detergenti fortemente alcalini o brillantanti troppo aggressivi possono causare un fenomeno di criccatura da stress: il PC, soprattutto se già sottoposto a tensioni meccaniche, può sviluppare micro-fessure e opacità in presenza di certi agenti. I produttori raccomandano detergenti a pH < 10 e dosi moderate per evitare questi problemi. Ad esempio, si consiglia di non superare 60–65°C in lavaggio e 70–85°C in risciacquo, usando detergenti compatibili col PC, perché temperature o concentrazioni eccessive possono portare a “stress cracking” del materiale. In pratica, i bicchieri in PC lavati con cura mantengono la trasparenza per lungo tempo, ma se notate crepe sottili o ingiallimenti, potrebbe essere colpa di lavaggi non idonei o di un lento degrado. Test comparativi mostrano che, sotto condizioni controllate, il PC può iniziare a mostrare crazing (venature interne) dopo decine di lavaggi severi, mentre nuovi copoliesteri rimangono intatti anche oltre 500 cicl. Per un operatore HORECA , significa che con le giuste prassi (detersivi specifici, niente cloro o candeggina, risciacqui a temperatura moderata) i bicchieri in PC dureranno anni anche in uso intensivo.
Limiti ed esperienze pratiche: Nonostante le eccellenti proprietà fisiche, il policarbonato presenta due limiti principali in contesti reali: la sensibilità a certi agenti chimici e le preoccupazioni sanitarie legate al BPA. Dal punto di vista pratico, molti gestori hanno riscontrato che bicchieri in PC, col tempo, tendono ad opacizzarsi o a presentare crepe. Come spiegato, spesso ciò è dovuto a lavaggi non ottimali: ad esempio, l’uso di un brillantante non adatto può lasciare una patina o addirittura danneggiare la superficie del PC. Anche lasciare i bicchieri in ammollo prolungato in soluzioni detergenti concentrate andrebbe evitato, perché il policarbonato può assorbire piccole quantità di solventi che ne indeboliscono la struttura. Un altro aspetto da considerare è che alcuni ingredienti alimentari aggressivi (es. alcol etilico molto concentrato, certi oli essenziali o succhi fortemente acidi) possono a lungo andare intaccare leggermente il materiale o lasciare odori. Per fortuna la chimica del PC gli conferisce una buona resistenza generale: è resistente alla maggior parte degli acidi deboli e all’alcol alimentare, ma solventi organici potenti (che di solito non si trovano nei cibi) lo attaccano. In sintesi, nell’uso quotidiano un bicchiere in PC si comporta egregiamente, ma va trattato con detergenti adeguati e controllando di tanto in tanto che non compaiano microfratture, specie se i bicchieri hanno molto tempo o hanno subito stress.
Un limite cruciale, destinato a segnarne il futuro in Europa, riguarda la sicurezza alimentare: il policarbonato tradizionale è sintetizzato usando Bisfenolo A (BPA), una sostanza che può migrare in tracce negli alimenti. Studi scientifici hanno classificato il BPA come interferente endocrino e ne hanno progressivamente abbassato la dose giornaliera tollerabile. Già dal 2011 l’UE ne vietava l’uso nei biberon, e nel 2018 aveva imposto limiti di migrazione molto stringenti. Oggi sappiamo che anche dosi estremamente basse di BPA possono avere effetti negativi, in particolare sul sistema immunitario e sullo sviluppo dei bambini. Per questo l’Unione Europea ha deciso un’azione drastica: bandire il BPA da tutti i materiali a contatto con alimenti. Di fatto, ciò significa bandire anche il policarbonato alimentare, a meno che non sia formulato senza BPA (impresa difficile, poiché il BPA è il monomero base del PC). Vediamo nel dettaglio questa svolta normativa nel paragrafo seguente.
Tritan™ (Copoliestere BPA-free)
Cos’è e dove si usa: Tritan è il nome commerciale di un copoliestere avanzato sviluppato da Eastman Chemical, progettato appositamente come alternativa al policarbonato priva di bisfenolo. Introdotto sul mercato intorno al 2008, il Tritan ha rapidamente guadagnato popolarità in bottiglie riutilizzabili, stoviglie, contenitori e bicchieri da catering grazie alle sue eccellenti prestazioni. Chimicamente, è un polimero di nuova generazione ottenuto da monomeri di dioli e diacidi specifici (diversi dal BPA), che conferiscono al materiale alta resistenza e stabilità. Viene spesso descritto come un materiale con proprietà simili al plexiglass (acrilico) in termini di chiarezza, ma molto più robusto e soprattutto sicuro per gli alimenti. In ambito HORECA, i bicchieri in Tritan rappresentano una soluzione “premium” – ideali quando si cerca il look-and-feel del vetro unito a massima resistenza e lunga durata. Ecco le caratteristiche salienti del Tritan:
Trasparenza e brillantezza: Il Tritan offre una trasparenza eccezionale, assolutamente paragonabile (se non superiore) a quella del policarbonato. Ha un indice di opacità molto basso e una resa ottica “cristallina”, tale che i bicchieri in Tritan sembrano di vetro per limpidezza. Importante è che il Tritan mantiene la sua chiarezza nel tempo: a differenza di alcuni polimeri che ingialliscono o diventano velati, questo materiale rimane brillante anche dopo usi intensivi e molti lavaggi . Diversi test hanno evidenziato che né l’utilizzo ripetuto né il lavaggio in lavastoviglie provocano l’opacizzazione tipica osservata nel PC. In altre parole, il Tritan è altamente resistente all’invecchiamento ottico: non assorbe odori né macchia facilmente, e resiste alle sbavature più a lungo (vedi però nota sulle creme solari più avanti).
Resistenza meccanica: Il Tritan è rinomato per la sua elevatissima resistenza agli urti e alla rottura. È un materiale tenace e “virtually unbreakable”: un bicchiere in Tritan può cadere a terra ripetutamente senza scheggiarsi né spaccarsi. Anche sotto stress continuo (es. bottiglie portate in escursioni, cadute dallo zaino) i prodotti in Tritan hanno mostrato un’ottima tenuta. Inoltre, questo polimero è più flessibile di SAN e PC: tende a flettersi leggermente assorbendo l’urto anziché frantumarsi, il che lo rende ideale per uso outdoor e situazioni dinamiche. Un altro vantaggio è la resistenza ai graffi: il Tritan è formulato per avere una superficie più durevole; pur potendo graffiarsi anch’esso se maltrattato, risulta meno soggetto a graffi superficiali rispetto al SAN e un po’ meglio del PC. Questo significa che la brillantezza rimane più a lungo e i bicchieri conservano un aspetto nuovo anche dopo molti cicli d’uso.
Resistenza termica: Il Tritan possiede una buona resistenza al calore, sebbene leggermente inferiore a quella del policarbonato. Generalmente è dichiarato utilizzabile da -10 °C fino a circa +100 °C . Ciò lo rende adatto sia a bevande fredde (anche conservazione in frigo/freezer) sia a bevande calde. Molti bicchieri in Tritan possono contenere tranquillamente tè o caffè caldi (80–90 °C) senza deformarsi. Alcuni prodotti in Tritan sono certificati per resistere a 95 °C . Anche la sterilizzazione è possibile: il Tritan sopporta cicli di sanitizzazione (ad esempio con vapore o in autoclave bassa temperatura) e infatti viene impiegato anche in ambito medicale per strumenti riutilizzabili. In pratica, rispetto al SAN, il Tritan offre maggiore sicurezza con i liquidi caldi. Tuttavia non raggiunge le temperature estreme del PC: è sconsigliato usarlo in forno tradizionale o microonde per cottura prolungata, e sopra i 100 °C potrebbe deformarsi.
Lavabilità e durata: Progettato fin dall’inizio per applicazioni ripetute, il Tritan eccelle per resistenza ai lavaggi. Test indipendenti hanno dimostrato che articoli in Tritan reggono centinaia e centinaia di lavaggi senza mostrare crepe, opacità o perdite di proprietà . Eastman riporta che i suoi prodotti sono stati provati fino a 1000 cicli di lavastoviglie industriali senza rotture o fenomeni di cracking. Nelle specifiche per bicchieri HORECA, spesso si indica una vita utile di 300–500 lavaggi garantiti mantenendo la trasparenza. Il risultato pratico è che investire in bicchieri in Tritan può essere conveniente sul lungo periodo, perché difficilmente dovranno essere sostituiti per usura – solitamente vengono persi o danneggiati per cause esterne prima di degradarsi da soli. Naturalmente anche per il Tritan valgono i consigli di buona cura: usare detergenti non abrasivi, evitare cloro o solventi, e non superare le temperature consigliate in lavastoviglie.
Limiti ed esperienze pratiche: Pur essendo molto vicino al “materiale ideale”, il Tritan non è del tutto privo di difetti. Un aspetto segnalato da alcuni operatori è che la superficie del Tritan può evidenziare aloni o impronte se viene a contatto con oli o creme particolari, ad esempio creme solari. È stato osservato che quando filtri UV e conservanti presenti nelle creme solari toccano i bicchieri in Tritan e sono esposti a calore e sole, possono innescare reazioni chimiche (esterificazione) con il polimero, formando composti insolubili che appaiono come macchie opache o alonature sulla superficie. In pratica, se un cliente afferra un bicchiere con le mani cosparse di crema solare, dopo un po’ sul bicchiere possono restare impronte “unte” difficili da rimuovere, specie se esposto al sole. Inoltre, pulire i bicchieri subito dopo l’uso (soprattutto se hanno contenuto cocktail con ingredienti acidi o coloranti come succo di pomodoro, carota, ecc.) evita che eventuali macchie si fissino . In caso di aloni già formati, esistono rimedi: ad esempio immersione in soluzione di acqua e candeggina al 10% o perossido di idrogeno al 3% per diverse ore, seguita da accurato lavaggio . Da un punto di vista meccanico, il Tritan ha pochi difetti – forse l’unico è che costa più del SAN e leggermente più del PC, essendo un materiale premium. Però l’investimento si bilancia con la maggiore durata e sicurezza. Infine, il Tritan è un materiale relativamente nuovo, quindi è bene assicurarsi che i prodotti acquistati siano certificati per il contatto alimentare secondo le normative vigenti (il Tritan originale lo è ampiamente, con conformità FDA, EFSA, ecc.). Ad oggi non risultano problematiche tossicologiche note per il Tritan: è considerato inerte e privo di BPA, quindi adatto anche a bambini e usi intensivi senza rilascio di sostanze
Normativa UE: stop al Policarbonato alimentare dal 2026
Alla luce delle considerazioni sanitarie sul Bisfenolo A, l’Unione Europea ha aggiornato radicalmente la legislazione sui materiali plastici a contatto con alimenti. Il 19 dicembre 2024 la Commissione ha adottato il Regolamento (UE) 2024/3190, un provvedimento epocale che vieta l’uso del BPA e di altri bisfenoli pericolosi in adesivi, resine, plastiche e rivestimenti destinati al contatto alimentare. Questo regolamento – che modifica il precedente Reg. 10/2011 – di fatto condanna all’uscita di scena il policarbonato tradizionale in ambito alimentare, essendo quest’ultimo basato sul BPA.
La norma prevede un periodo transitorio per permettere alle aziende di adeguarsi: è concessa una deroga di 18 mesi(fino al 20 luglio 2026) durante la quale è ancora possibile produrre e commercializzare articoli conformi alle vecchie regole. Superata tale data, sarà definitivamente proibito l’uso del BPA (e dei materiali che lo contengono) nei materiali destinati al contatto con alimenti . In altri termini, dal secondo semestre 2026 i bicchieri in policarbonato con BPA non potranno più essere immessi sul mercato UE né utilizzati in ambito alimentare. È importante notare che il divieto riguarda tutti i bisfenoli classificati come nocivi: oltre al BPA, anche analoghi come BPS, BPF ecc. Quindi eventuali policarbonati “BPA-free” prodotti con altri bisfenoli potrebbero ricadere comunque nel divieto se i monomeri alternativi sono considerati a rischio. L’intento della normativa è spingere verso polimeri alternativi più sicuri, come appunto il Tritan o altri materiali certificati BPA-free.
Per gli operatori HORECA, questa normativa impone una pianificazione: chi attualmente utilizza stoviglie o bicchieri in PC dovrà convertire la propria dotazione a materiali conformi entro i termini stabiliti. Fortunatamente, sul mercato esistono già opzioni valide. Ad esempio, molte linee di bicchieri riutilizzabili sono ora offerte in Tritan al posto del policarbonato, mantenendo lo stesso design e prestazioni molto simili in termini di robustezza e trasparenza. Anche il SAN rimane un materiale consentito ed è privo di restrizioni normative se impiegato correttamente. Questi materiali alternativi potranno gradualmente sostituire il policarbonato in tutti gli impieghi necessari, garantendo la continuità operativa al settore HORECA senza compromettere la sicurezza alimentare.
In conclusione, SAN, policarbonato e Tritan rappresentano tre soluzioni diverse per bicchieri in plastica rigida riutilizzabile, ognuna con pro e contro riassumibili così:
SAN: trasparente ed economico, adatto per eventi di breve durata o grandi quantitativi grazie al costo contenuto. Regge discretamente gli urti e i lavaggi (fino a centinaia), ma può graffiarsi.
Policarbonato: materiale storico dai risultati eccellenti in termini di robustezza e limpidezza. Ideale per un uso intensivo, resistente a urti violenti e ad alte temperature, ha garantito per anni prestazioni quasi paragonabili al vetro senza i suoi rischi . Purtroppo il contenuto di BPA ne ha decretato la progressiva eliminazione per motivi di sicurezza sanitaria. Inoltre richiede cure nella pulizia per evitare attacchi chimici da detergenti troppo aggressivi
Tritan: il nuovo standard per bicchieri premium. Unisce la sicurezza alimentare (BPA-free) a proprietà tecniche di altissimo livello: trasparenza duratura, infrangibilità, resistenza ai graffi e ai lavaggi prolungati . È più costoso, ma offre la massima tranquillità d’uso e longevità, risultando perfetto per locali attenti alla qualità e investimenti a lungo termine. Richiede solo normali attenzioni (evitare creme solari, pulire tempestivamente) per mantenersi come nuovo
Alla luce della normativa che entrerà a regime nel 2026, gli operatori HORECA sono chiamati a rivedere le proprie forniture: il policarbonato va gradualmente sostituito con materiali alternativi approvati. Tritan e altri copoliesteri rappresentano il rimpiazzo naturale per mantenere performance e aspetto; il SAN rimane un’opzione valida per applicazioni meno esigenti o budget contenuti. In ogni caso, la priorità è garantire agli utenti finali bicchieri sicuri, igienici e performanti, conformi alle normative vigenti. Scegliere il materiale giusto significa investire nella durata del prodotto, nella soddisfazione del cliente e nel rispetto della legge. Con le informazioni tecniche e i dati presentati, speriamo possiate compiere scelte informate e lungimiranti per il vostro servizio, assicurando un brindisi in tutta sicurezza e qualità! [...]