Bicchieri riutilizzabili, accessori bar e articoli promozionali: la Qualità di Garnet Europe

Benvenuto in Garnet Europe, azienda italiana specializzata nella produzione di bicchieri riutilizzabili in plastica, accessori bar e articoli promozionali. Da anni sosteniamo la filosofia dell’ecosostenibilità e dell’innovazione, offrendo prodotti resistenti, personalizzabili e adatti a una vasta gamma di settori, dai bar agli eventi, passando per aziende produttrici di liquori, succhi e bibite.

100% MADE in ITALY

Dal granulo di plastica sino
all’articolo promozionale finito

Bicchieri in plastica e articoli promozionali

bicchiere per cocktails personalizzato

Bicchieri

Bicchieri in plastica rigida, dura (tipo policarbonato) adatti per l’uso quotidiano e per gli eventi all’aperto.

portatovagliolo personalizzato

Articoli Bar

Siamo produttori di articoli promozionali personalizzati per il mondo del bar professionale.

piatti polipropilene riutilizzabili

Catering & Eventi

Produciamo bicchieri in plastica infrangibili e riutilizzabili per eventi e catering.

Bicchieri in plastica riutilizzabili: la scelta Ecologica ed Economica

Infrangibili e sicuri
Evitano i rischi legati alle rotture del vetro, rendendo il servizio più pratico e sicuro in ogni contesto.

Eleganti e trasparenti 
Sono trasparenti e belli come il vetro, al punto che a prima vista sembrano di vetro

Lavabili in lavastoviglie
Mantengono la loro trasparenza e non si deformano dopo numerosi lavaggi, assicurando una durata anche di anni.

Impilabili e salvaspazio
Studiati per occupare il minimo ingombro, ideali per bar, eventi e attività con grandi volumi di servizio.

100% Made in Italy
Prodotti interamente nei nostri stabilimenti, con controllo totale della filiera dal granulo di plastica al prodotto finito.

BPA Free e certificati per alimenti
Realizzati con materie prime sicure e di qualità, nel rispetto delle normative europee.

Eco-compatibili
Eliminano la necessità dei bicchieri usa e getta, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale.

Personalizzazione indelebile
Loghi e grafiche resistono ai lavaggi in lavastoviglie, garantendo un’ottima visibilità del tuo brand.

Non rinunciate alla trasparenza ed alla bellezza del vetro, ed utilizzate i nostri bicchieri infrangibili

Accessori bar personalizzati: i nostri articoli promozionali di qualità

I nostri articoli promozionali per il settore bar nascono da un’attenzione scrupolosa per la qualità e per la funzionalità, in modo da garantire un utilizzo reale e prolungato nel tempo. Ogni articolo è prodotto partendo dal granulo di plastica,  progettato con cura e personalizzato con il vostro logo, così da trasformarsi in un vero e proprio gadget capace di promuovere la vostra attività in modo efficace. Siamo convinti che un oggetto, per essere sfruttato a lungo, debba essere bello e pratico allo stesso tempo; per questo puntiamo su materiali resistenti, design accattivante e processi di produzione all’avanguardia.

Nella nostra gamma di articoli promozionali per bar rientrano  per bar troverete:

Il risultato è una linea di prodotti concepiti per offrire la massima resa in termini di branding, senza sacrificare la funzionalità quotidiana.

Se desiderate valorizzare il vostro locale o il vostro evento con articoli che facciano davvero la differenza, non esitate a contattarci.

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Perché i nostri bicchieri riutilizzabili fanno la differenza

I nostri bicchieri riutilizzabili personalizzati sono prodotti in Italia, a partire dal granulo di plastica, e si distinguono nettamente da molti bicchieri etichettati come “riutilizzabili” sul mercato.

La plastica non è tutta uguale: i nostri modelli pesano il doppio di quelli comuni e vengono realizzati con materie prime di alta qualità, tutte di origine europea.

Questa attenzione ai materiali fa sì che non si deformino né perdano trasparenza dopo numerosi lavaggi in lavastoviglie, rimanendo sempre brillanti e affidabili.

Privi di bisfenolo (BPA Free) e più robusti rispetto ai tradizionali bicchieri in policarbonato, i nostri bicchieri di plastica riutilizzabili personalizzati costituiscono una soluzione che unisce sostenibilità e praticità: non solo riducono i costi e i rifiuti legati al monouso, ma valorizzano anche il tuo brand con loghi e grafiche dedicate.

Alcuni dei nostri prodotti : bicchieri, vassoi, rendiresto, Portatovaglioli, Portazucchero, Piatti e molto altro

Sempre attenti all’ambiente

Nel rispetto dell’ambiente, oltre a non produrre nessun articolo mono uso, usiamo plastica riciclata per tutti gli articoli che tecnicamente lo permettono.

Novità

GLOSS - I Nuovi vassoi Super Grip con antiscivolo lucido vetrificato ed i calici di plastica soffiati

Il nostro Blog

Febbraio 17, 2026Passare ai bicchieri riutilizzabili per eventi, sagre, festival e locali può ridurre rifiuti e costi nel medio periodo, ma solo se il sistema è progettato bene. Molti progetti “green” falliscono per motivi pratici: bassa percentuale di restituzione, logistica improvvisata, lavaggio inefficiente, personale non formato, comunicazione confusa al pubblico. Il risultato? Disservizi, costi extra e, nei casi peggiori, un impatto ambientale che non migliora come previsto. Qui trovi gli errori più comuni (quelli che fanno perdere soldi e reputazione) e le soluzioni operative per far funzionare sul serio un sistema di riuso. 1) Sottovalutare la “percentuale di ritorno” Il punto critico numero uno è la perdita di bicchieri:   bicchieri buttati per errore, mancata restituzione a fine evento. Se la return rate è bassa, devi ricomprare stock e rischi di non raggiungere il “break-even” ambientale. Soluzione: progetta il sistema per arrivare a una restituzione alta (idealmente >80% per i bicchieri, come indicato in analisi LCA e linee guida operative). Crea punti di riconsegna visibili, rapidi e “a prova di folla”, e misura le perdite evento per evento. 2) Fare un sistema cauzione  “scomodo” Molti sistemi cauzione bicchieri falliscono perché la restituzione è lenta o macchinosa. Se le persone devono fare una coda lunga solo per riprendere 1 o 2 euro, molte rinunciano (e tu perdi bicchieri). Soluzione: Riduci attrito: più punti di resa, segnaletica chiara, personale dedicato. Rimborso veloce: cassa dedicata o sistemi digitali dove possibile. Incentivo intelligente: in alcuni contesti funziona meglio convertire la cauzione in “credito drink” o donazione (opzionale) invece del rimborso cash puro. Problemi di deposit “poco amati” da bar e pubblico sono riportati spesso nelle esperienze di settore. 3) Non misurare perdite e stock Un errore tipico: nessuno sa quanti bicchieri entrano, quanti escono, quanti tornano e quanti si rompono. Senza numeri, il sistema sembra “andare”… finché manca materiale a metà serata. Soluzione: usa una gestione stock minimale ma rigorosa: conteggio iniziale/finale per area (bar A, bar B, backstage) registro perdite (rotture, smarrimenti, scarti) scorta di sicurezza calcolata (non “a sensazione”) La mancata misurazione delle perdite è indicata come uno dei costi nascosti più frequenti nei sistemi di riuso. 4) Sbagliare la stima delle quantità (troppi o troppo pochi bicchieri) Troppi bicchieri = immobilizzi budget, aumenti trasporti e lavaggi. Troppo pochi = blocchi servizio, stressi staff e crei code. Soluzione: stima con una formula semplice: Partecipanti attesi × consumo medio drink/persona diviso per cicli di ritorno (quanto velocemente rientrano i bicchieri) + margine per picchi e perdite In pratica: se non hai un ritorno rapido (punti resa efficaci), devi avere più stock. E viceversa. 5) Sottovalutare lavaggio e sanificazione Il lavaggio è una voce reale: tempi, personale, energia, acqua, spazio, trasporto (se off-site). Inoltre, dal punto di vista ambientale, molte analisi sottolineano che il lavaggio può incidere in modo significativo sui risultati LCA, quindi va ottimizzato. :contentReference{index=3} Soluzione: Decidi prima: lavaggio in loco vs lavaggio esterno (reverse logistics). Standardizza: cassette, impilabilità, tempi, responsabilità. Pianifica i picchi: a fine serata arrivano “ondate” di resi. 6) Ignorare la logistica inversa (raccolta, stoccaggio, trasporto) Il riuso non è solo “comprare bicchieri belli”: serve un flusso di raccolta (bicchieri sporchi), stoccaggio temporaneo e rientro al lavaggio. Se non lo progetti, finiscono in sacchi misti, si danneggiano e aumentano gli scarti. Soluzione: definisci un percorso fisico (sporco → raccolta → cassette → area dedicata → lavaggio). Se usi un servizio esterno, chiarisci SLA e responsabilità. Esempi di grandi venue puntano molto su reverse logistics e sanificazione strutturata. 7) Comunicazione confusa al pubblico (cauzione, resa, regole) Se il pubblico non capisce quanto paga, perché e dove restituisce, la restituzione crolla e aumentano discussioni al banco. Soluzione: cartelli semplici con 3 info: cauzione, dove restituire, come ottenere rimborso messaggio ripetuto su maxischermi/social/annunci pittogrammi (funzionano più delle frasi lunghe) In contesti reali, la confusione sul deposit e sul rimborso è uno dei motivi di attrito più citati. :contentReference{index=5} 8) Non formare bar e staff (che poi “boicottano” il sistema) Se i bar percepiscono il riuso come “lavoro extra” (resa, cauzione, resi), tenderanno a semplificare: non chiedono cauzione, non ritirano, non controllano flussi. Risultato: perdite e caos. Soluzione: training rapido e operativo (15–20 minuti) prima dell’evento: script su cauzione e resi chi fa cosa (cassa, bar, punti resa) gestione code e casi “cliente arrabbiato” Il tema dell’operatività nei punti vendita è ricorrente nelle criticità dei sistemi di deposito agli eventi. :contentReference{index=6} 9) Scegliere il bicchiere sbagliato per uso reale Errore frequente: scegliere in base all’estetica e basta. Poi emergono problemi: impilabilità scarsa, rotture, graffi, difficoltà di lavaggio, volumi non adatti ai drink, incompatibilità con alcuni processi. Soluzione: scegli in funzione di: tipo evento (festival, sport, catering, bar, corporate) cicli di lavaggio previsti resistenza e gestione graffi/trasparenza impilabilità (riduce trasporti e spazio) 10) Pensare che “riutilizzabile = sempre meglio” senza condizioni Dire “riuso” non basta: il vantaggio dipende da quante volte il bicchiere viene effettivamente riutilizzato, dal tasso di perdita, e da come gestisci lavaggio e trasporti. Diversi report e analisi LCA mostrano che i risultati cambiano molto al variare delle ipotesi (numero di usi, lavaggio, logistica). Soluzione: imposta KPI semplici e misurabili: % restituzione (return rate) costo per ciclo (lavaggio + logistica + perdite) n° riusi medi per bicchiere Checklist finale: come far funzionare un sistema di bicchieri riutilizzabili agli eventi Progetta il deposit per essere veloce e comodo Moltiplica i punti di resa e rendili “visibili” Misura: stock, perdite, rotture, tempi Pianifica lavaggio e logistica inversa (sporco → pulito) Forma lo staff con ruoli chiari Comunica al pubblico in modo semplicissimo I bicchieri riutilizzabili possono funzionare benissimo e ridurre davvero i rifiuti, ma non “da soli”. Il successo sta nel sistema: deposit intelligente, alta percentuale di ritorno, logistica e lavaggio ben progettati, misurati e migliorati evento dopo evento. Il resto è marketing. [...]
Ottobre 18, 2025Nel settore HORECA (Hotellerie-Restaurant-Café) è sempre più diffuso l’uso di bicchieri in plastica rigida riutilizzabile, grazie alla loro leggerezza, infrangibilità e convenienza. Tra i materiali più utilizzati per questi articoli destinati al contatto con alimenti spiccano SAN (stirene-acrilonitrile), policarbonato (PC) e Tritan. Ognuno di questi polimeri possiede caratteristiche tecniche specifiche – dalla trasparenza alla resistenza meccanica, dalla tolleranza al calore alla lavabilità – che ne determinano le prestazioni e i contesti d’uso ideali. In questo articolo, rivolto agli operatori HORECA, analizziamo in dettaglio le proprietà tecniche di SAN, policarbonato e Tritan, evidenziandone i vantaggi e i limiti pratici riscontrati (ad esempio, il policarbonato può rovinarsi con detergenti aggressivi, il Tritan può mostrare aloni se toccato con mani sporche di olio o crema solare, ecc.). Riportiamo dati e risultati da analisi e casi di studio disponibili, e facciamo il punto sulla normativa UE: a partire dal 2026 il policarbonato contenente BPA non potrà più essere impiegato per uso alimentare, secondo le nuove direttive europee. Un linguaggio tecnico ma chiaro guiderà la scelta del materiale più adatto alle vostre esigenze, con riferimenti normativi e studi a supporto. SAN (Stirene Acrilonitrile) Cos’è e dove si usa: Il SAN è un copolimero di stirene e acrilonitrile utilizzato da decenni nel foodservice. Offre un aspetto trasparente e brillante simile al vetro, motivo per cui è impiegato in calici da degustazione, bicchieri da vino/birra e caraffe in plastica rigida. È un materiale privo di bisfenolo A (non derivando da quest’ultimo), leggero ed economico, spesso scelto per eventi con grande affluenza o per servizi di catering dove occorre coniugare estetica e praticità . Di seguito le sue caratteristiche principali: Trasparenza e aspetto: Il SAN si distingue per l’elevata limpidezza e lucidità, offrendo un effetto vetro. I bicchieri in SAN presentano brillantezza simile al cristallo, valorizzando il contenuto (vini, cocktail, ecc.) in modo accattivante. Questa trasparenza tende però a diminuire se la superficie si graffia o opacizza con l’uso prolungato. Resistenza meccanica: Pur essendo meno robusto del policarbonato, il SAN ha una buona resistenza agli urti per un polimero rigido: i bicchieri in SAN non si frantumano in schegge e sopportano cadute moderate senza rompersi. Tuttavia, non è indistruttibile – urti molto violenti o ripetuti possono causare crepe – e soprattutto soffre i graffi: il materiale tende a rigarsi facilmente se strofinato con utensili abrasivi o trattato in modo brusco. Nel lungo termine, graffi e micro-abrasioni possono diminuire la trasparenza del SAN. Resistenza termica: Il SAN tollera temperature moderate, generalmente fino a circa 70–100°C come range di utilizzo sicuro. In pratica, ciò significa che può contenere liquidi caldi solo entro certi limiti (ad esempio bevande tiepide, ma è sconsigliato versarvi liquidi bollenti appena tolti dal fuoco). In compenso, resiste bene alle basse temperature (fino a circa -10°C), rendendolo adatto anche per bevande fredde o refrigerate. Le fonti indicano tipicamente una temperatura massima consigliata attorno a 70°C per evitare deformazioni, anche se alcuni produttori riportano tolleranza fino a 100°C in condizioni controllate. È importante attenersi alle indicazioni specifiche del produttore per garantire la sicurezza. Lavabilità e durata: I prodotti in SAN sono lavabili in lavastoviglie e mostrano una buona tenuta ai cicli di lavaggio. Analisi di laboratorio e prove nel settore indicano che il SAN può sopportare centinaia di lavaggi in lavastoviglie industriali senza degrado sostanziale . Ad esempio, un test su calici in SAN ne garantisce fino a 500 cicli di lavaggio professionale prima di notare cali apprezzabili di trasparenza . Anche in laboratorio, il SAN ha mostrato resistenza paragonabile al Tritan, superando i 1000 cicli di lavaggio senza rotture. Bisogna tuttavia considerare che l’esposizione a detergenti molto aggressivi, temperature eccessive o acque molto dure potrebbe opacizzare il materiale nel tempo. In generale, per prolungarne la vita, si consiglia di lavare a temperature moderate (max ~60–70°C) e di evitare spugne abrasive che possano graffiare la superficie. Limiti ed esperienze pratiche: Il SAN, come detto, è meno tenace del policarbonato. In un contesto reale ciò significa che, se un bicchiere in SAN cade da una notevole altezza su una superficie dura, c’è un rischio maggiore che si incrini o rompa rispetto a un analogo in PC o Tritan. Inoltre, i graffi superficiali rappresentano il principale nemico estetico: in ambienti HORECA ad alta rotazione, dove i bicchieri vengono impilati o spostati di frequente, il SAN può segnarsi e perdere brillantezza. Per mitigare questo problema, alcuni operatori riservano i bicchieri in SAN a usi a breve termine(es. eventi singoli, feste) o li sostituiscono periodicamente per mantenere un aspetto impeccabile. Un altro limite è la tolleranza al calore moderata: è meglio non utilizzare bicchieri in SAN per servire bevande estremamente calde (oltre ~70°C) o per sterilizzarli ad alte temperature, perché il materiale può deformarsi. Infine, pur essendo idoneo al contatto alimentare, il SAN è un polimero a base stirenica: gli studi hanno mostrato che la migrazione di monomeri stirenici rimane entro i limiti di legge a temperature di utilizzo normali, ma non va usato per cibi molto caldi per evitare cessioni indesiderate. In sintesi, il SAN è eccellente per bicchieri riutilizzabili economici e di bell’aspetto in contesti non troppo impegnativi, ma non garantisce la longevità o la resistenza estrema dei materiali più avanzati. Policarbonato (PC) Cos’è e dove si usa: Il policarbonato è stato a lungo il “gold standard” per i bicchieri di plastica rigida riutilizzabili. Chimicamente è un tecnopolimero derivato dall’acido carbonico (generalmente ottenuto da Bisfenolo A e fosgeno), noto per la sua straordinaria combinazione di proprietà. I bicchieri in policarbonato hanno dominato il mercato grazie a una trasparenza cristallina, una robustezza eccezionale e un’alta resistenza al calore. Questo materiale si ritrova non solo in calici e bicchieri infrangibili, ma anche in biberon (in passato), bottiglie riutilizzabili, caraffe, stoviglie da mensa e perfino piatti e attrezzature da cucina professionali. Di seguito le caratteristiche chiave del PC: Trasparenza e aspetto: Il policarbonato è praticamente simile al vetro in termini di chiarezza ottica . Ha un indice di trasparenza elevatissimo (haze ~0,5–1%), il che significa che è incolore e limpido: un bicchiere in PC nuovo è quasi indistinguibile da uno in vetro per trasparenza . Inoltre mantiene bene la brillantezza nel tempo, salvo degradazione superficiale per graffi o attacchi chimici. Resistenza meccanica (urti e usura): Questo è forse il punto di forza principale. Il policarbonato è estremamente resistente agli impatti: è noto che può essere 4 volte più resistente dell’acrilico (plexiglass) e fino a 8 volte più resistente del PET in test di urto equivalenti . Un bicchiere o una brocca in PC è praticamente infrangibile nelle normali condizioni d’uso HORECA – può cadere ripetutamente da tavoli o banconi senza rompersi. Per questo motivo era (ed è tuttora, fuori UE) il materiale preferito in contesti come discoteche, festival, piscine e stadi, dove la sicurezza anti-scheggia è prioritaria. Anche la rigidità del PC è alta: mantiene la forma e non flette facilmente sotto carico. Unico neo meccanico: la sua superficie può graffiarsi col tempo se sottoposta a usura intensa o pulizia con materiali abrasivi, il che può causare perdita di lucentezza. Resistenza termica: Il policarbonato vanta una notevole termo-stabilità. Può sopportare temperature elevate – tipicamente fino a ~120 °C – senza deformarsi significativamente. Ciò consente, ad esempio, di versare acqua bollente in un contenitore in PC senza che questo si ammorbidisca. I bicchieri in PC resistono ai cicli di lavastoviglie ad alte temperature e possono persino essere sterilizzati brevemente (alcuni produttori li dichiarano microondabili per brevi riscaldamenti o compatibili con lo scaldavivande fino ~85°). Questa resistenza al calore facilita la pulizia igienica ad alte temperature senza danni. Anche al freddo il PC va bene (fino a circa -40°C). In sintesi, è adatto sia a bevande bollenti che a congelamento. Lavabilità e durata: Il policarbonato è pensato per un uso ripetuto prolungato. In termini di lavaggi in lavastoviglie, può resistere a centinaia di cicli senza perdere integrità strutturale. Tuttavia, vi sono accortezzeimportanti: alcuni detergenti e additivi per lavastoviglie possono interagire col PC. In particolare, detergenti fortemente alcalini o brillantanti troppo aggressivi possono causare un fenomeno di criccatura da stress: il PC, soprattutto se già sottoposto a tensioni meccaniche, può sviluppare micro-fessure e opacità in presenza di certi agenti. I produttori raccomandano detergenti a pH < 10 e dosi moderate per evitare questi problemi. Ad esempio, si consiglia di non superare 60–65°C in lavaggio e 70–85°C in risciacquo, usando detergenti compatibili col PC, perché temperature o concentrazioni eccessive possono portare a “stress cracking” del materiale. In pratica, i bicchieri in PC lavati con cura mantengono la trasparenza per lungo tempo, ma se notate crepe sottili o ingiallimenti, potrebbe essere colpa di lavaggi non idonei o di un lento degrado. Test comparativi mostrano che, sotto condizioni controllate, il PC può iniziare a mostrare crazing (venature interne) dopo decine di lavaggi severi, mentre nuovi copoliesteri rimangono intatti anche oltre 500 cicl. Per un operatore HORECA , significa che con le giuste prassi (detersivi specifici, niente cloro o candeggina, risciacqui a temperatura moderata) i bicchieri in PC dureranno anni anche in uso intensivo. Limiti ed esperienze pratiche: Nonostante le eccellenti proprietà fisiche, il policarbonato presenta due limiti principali in contesti reali: la sensibilità a certi agenti chimici e le preoccupazioni sanitarie legate al BPA. Dal punto di vista pratico, molti gestori hanno riscontrato che bicchieri in PC, col tempo, tendono ad opacizzarsi o a presentare crepe. Come spiegato, spesso ciò è dovuto a lavaggi non ottimali: ad esempio, l’uso di un brillantante non adatto può lasciare una patina o addirittura danneggiare la superficie del PC. Anche lasciare i bicchieri in ammollo prolungato in soluzioni detergenti concentrate andrebbe evitato, perché il policarbonato può assorbire piccole quantità di solventi che ne indeboliscono la struttura. Un altro aspetto da considerare è che alcuni ingredienti alimentari aggressivi (es. alcol etilico molto concentrato, certi oli essenziali o succhi fortemente acidi) possono a lungo andare intaccare leggermente il materiale o lasciare odori. Per fortuna la chimica del PC gli conferisce una buona resistenza generale: è resistente alla maggior parte degli acidi deboli e all’alcol alimentare, ma solventi organici potenti (che di solito non si trovano nei cibi) lo attaccano. In sintesi, nell’uso quotidiano un bicchiere in PC si comporta egregiamente, ma va trattato con detergenti adeguati e controllando di tanto in tanto che non compaiano microfratture, specie se i bicchieri hanno molto tempo o hanno subito stress. Un limite cruciale, destinato a segnarne il futuro in Europa, riguarda la sicurezza alimentare: il policarbonato tradizionale è sintetizzato usando Bisfenolo A (BPA), una sostanza che può migrare in tracce negli alimenti. Studi scientifici hanno classificato il BPA come interferente endocrino e ne hanno progressivamente abbassato la dose giornaliera tollerabile. Già dal 2011 l’UE ne vietava l’uso nei biberon, e nel 2018 aveva imposto limiti di migrazione molto stringenti. Oggi sappiamo che anche dosi estremamente basse di BPA possono avere effetti negativi, in particolare sul sistema immunitario e sullo sviluppo dei bambini. Per questo l’Unione Europea ha deciso un’azione drastica: bandire il BPA da tutti i materiali a contatto con alimenti. Di fatto, ciò significa bandire anche il policarbonato alimentare, a meno che non sia formulato senza BPA (impresa difficile, poiché il BPA è il monomero base del PC). Vediamo nel dettaglio questa svolta normativa nel paragrafo seguente. Tritan™ (Copoliestere BPA-free) Cos’è e dove si usa: Tritan è il nome commerciale di un copoliestere avanzato sviluppato da Eastman Chemical, progettato appositamente come alternativa al policarbonato priva di bisfenolo. Introdotto sul mercato intorno al 2008, il Tritan ha rapidamente guadagnato popolarità in bottiglie riutilizzabili, stoviglie, contenitori e bicchieri da catering grazie alle sue eccellenti prestazioni. Chimicamente, è un polimero di nuova generazione ottenuto da monomeri di dioli e diacidi specifici (diversi dal BPA), che conferiscono al materiale alta resistenza e stabilità. Viene spesso descritto come un materiale con proprietà simili al plexiglass (acrilico) in termini di chiarezza, ma molto più robusto e soprattutto sicuro per gli alimenti. In ambito HORECA, i bicchieri in Tritan rappresentano una soluzione “premium” – ideali quando si cerca il look-and-feel del vetro unito a massima resistenza e lunga durata. Ecco le caratteristiche salienti del Tritan: Trasparenza e brillantezza: Il Tritan offre una trasparenza eccezionale, assolutamente paragonabile (se non superiore) a quella del policarbonato. Ha un indice di opacità molto basso e una resa ottica “cristallina”, tale che i bicchieri in Tritan sembrano di vetro per limpidezza. Importante è che il Tritan mantiene la sua chiarezza nel tempo: a differenza di alcuni polimeri che ingialliscono o diventano velati, questo materiale rimane brillante anche dopo usi intensivi e molti lavaggi . Diversi test hanno evidenziato che né l’utilizzo ripetuto né il lavaggio in lavastoviglie provocano l’opacizzazione tipica osservata nel PC. In altre parole, il Tritan è altamente resistente all’invecchiamento ottico: non assorbe odori né macchia facilmente, e resiste alle sbavature più a lungo (vedi però nota sulle creme solari più avanti). Resistenza meccanica: Il Tritan è rinomato per la sua elevatissima resistenza agli urti e alla rottura. È un materiale tenace e “virtually unbreakable”: un bicchiere in Tritan può cadere a terra ripetutamente senza scheggiarsi né spaccarsi. Anche sotto stress continuo (es. bottiglie portate in escursioni, cadute dallo zaino) i prodotti in Tritan hanno mostrato un’ottima tenuta. Inoltre, questo polimero è più flessibile di SAN e PC: tende a flettersi leggermente assorbendo l’urto anziché frantumarsi, il che lo rende ideale per uso outdoor e situazioni dinamiche. Un altro vantaggio è la resistenza ai graffi: il Tritan è formulato per avere una superficie più durevole; pur potendo graffiarsi anch’esso se maltrattato, risulta meno soggetto a graffi superficiali rispetto al SAN e un po’ meglio del PC. Questo significa che la brillantezza rimane più a lungo e i bicchieri conservano un aspetto nuovo anche dopo molti cicli d’uso. Resistenza termica: Il Tritan possiede una buona resistenza al calore, sebbene leggermente inferiore a quella del policarbonato. Generalmente è dichiarato utilizzabile da -10 °C fino a circa +100 °C . Ciò lo rende adatto sia a bevande fredde (anche conservazione in frigo/freezer) sia a bevande calde. Molti bicchieri in Tritan possono contenere tranquillamente tè o caffè caldi (80–90 °C) senza deformarsi. Alcuni prodotti in Tritan sono certificati per resistere a 95 °C . Anche la sterilizzazione è possibile: il Tritan sopporta cicli di sanitizzazione (ad esempio con vapore o in autoclave bassa temperatura) e infatti viene impiegato anche in ambito medicale per strumenti riutilizzabili. In pratica, rispetto al SAN, il Tritan offre maggiore sicurezza con i liquidi caldi. Tuttavia non raggiunge le temperature estreme del PC: è sconsigliato usarlo in forno tradizionale o microonde per cottura prolungata, e sopra i 100 °C potrebbe deformarsi. Lavabilità e durata: Progettato fin dall’inizio per applicazioni ripetute, il Tritan eccelle per resistenza ai lavaggi. Test indipendenti hanno dimostrato che articoli in Tritan reggono centinaia e centinaia di lavaggi senza mostrare crepe, opacità o perdite di proprietà . Eastman riporta che i suoi prodotti sono stati provati fino a 1000 cicli di lavastoviglie industriali senza rotture o fenomeni di cracking. Nelle specifiche per bicchieri HORECA, spesso si indica una vita utile di 300–500 lavaggi garantiti mantenendo la trasparenza. Il risultato pratico è che investire in bicchieri in Tritan può essere conveniente sul lungo periodo, perché difficilmente dovranno essere sostituiti per usura – solitamente vengono persi o danneggiati per cause esterne prima di degradarsi da soli. Naturalmente anche per il Tritan valgono i consigli di buona cura: usare detergenti non abrasivi, evitare cloro o solventi, e non superare le temperature consigliate in lavastoviglie. Limiti ed esperienze pratiche: Pur essendo molto vicino al “materiale ideale”, il Tritan non è del tutto privo di difetti. Un aspetto segnalato da alcuni operatori è che la superficie del Tritan può evidenziare aloni o impronte se viene a contatto con oli o creme particolari, ad esempio creme solari. È stato osservato che quando filtri UV e conservanti presenti nelle creme solari toccano i bicchieri in  Tritan   e sono esposti a calore e sole, possono innescare reazioni chimiche (esterificazione) con il polimero, formando composti insolubili che appaiono come macchie opache o alonature sulla superficie. In pratica, se un cliente afferra un bicchiere con le mani cosparse di crema solare, dopo un po’ sul bicchiere possono restare impronte “unte” difficili da rimuovere, specie se esposto al sole. Inoltre, pulire i bicchieri subito dopo l’uso (soprattutto se hanno contenuto cocktail con ingredienti acidi o coloranti come succo di pomodoro, carota, ecc.) evita che eventuali macchie si fissino . In caso di aloni già formati, esistono rimedi: ad esempio immersione in soluzione di acqua e candeggina al 10% o perossido di idrogeno al 3% per diverse ore, seguita da accurato lavaggio . Da un punto di vista meccanico, il Tritan ha pochi difetti – forse l’unico è che costa più del SAN e leggermente più del PC, essendo un materiale premium. Però l’investimento si bilancia con la maggiore durata e sicurezza. Infine, il Tritan è un materiale relativamente nuovo, quindi è bene assicurarsi che i prodotti acquistati siano certificati per il contatto alimentare secondo le normative vigenti (il Tritan originale lo è ampiamente, con conformità FDA, EFSA, ecc.). Ad oggi non risultano problematiche tossicologiche note per il Tritan: è considerato inerte e privo di BPA, quindi adatto anche a bambini e usi intensivi senza rilascio di sostanze Normativa UE: stop al Policarbonato alimentare dal 2026 Alla luce delle considerazioni sanitarie sul Bisfenolo A, l’Unione Europea ha aggiornato radicalmente la legislazione sui materiali plastici a contatto con alimenti. Il 19 dicembre 2024 la Commissione ha adottato il Regolamento (UE) 2024/3190, un provvedimento epocale che vieta l’uso del BPA e di altri bisfenoli pericolosi in adesivi, resine, plastiche e rivestimenti destinati al contatto alimentare. Questo regolamento – che modifica il precedente Reg. 10/2011 – di fatto condanna all’uscita di scena il policarbonato tradizionale in ambito alimentare, essendo quest’ultimo basato sul BPA. La norma prevede un periodo transitorio per permettere alle aziende di adeguarsi: è concessa una deroga di 18 mesi(fino al 20 luglio 2026) durante la quale è ancora possibile produrre e commercializzare articoli conformi alle vecchie regole. Superata tale data, sarà definitivamente proibito l’uso del BPA (e dei materiali che lo contengono) nei materiali destinati al contatto con alimenti . In altri termini, dal secondo semestre 2026 i bicchieri in policarbonato con BPA non potranno più essere immessi sul mercato UE né utilizzati in ambito alimentare. È importante notare che il divieto riguarda tutti i bisfenoli classificati come nocivi: oltre al BPA, anche analoghi come BPS, BPF ecc. Quindi eventuali policarbonati “BPA-free” prodotti con altri bisfenoli potrebbero ricadere comunque nel divieto se i monomeri alternativi sono considerati a rischio. L’intento della normativa è spingere verso polimeri alternativi più sicuri, come appunto il Tritan o altri materiali certificati BPA-free. Per gli operatori HORECA, questa normativa impone una pianificazione: chi attualmente utilizza stoviglie o bicchieri in PC dovrà convertire la propria dotazione a materiali conformi entro i termini stabiliti. Fortunatamente, sul mercato esistono già opzioni valide. Ad esempio, molte linee di bicchieri riutilizzabili sono ora offerte in Tritan al posto del policarbonato, mantenendo lo stesso design e prestazioni molto simili in termini di robustezza e trasparenza. Anche il SAN rimane un materiale consentito ed è privo di restrizioni normative se impiegato correttamente.  Questi materiali alternativi potranno gradualmente sostituire il policarbonato in tutti gli impieghi necessari, garantendo la continuità operativa al settore HORECA senza compromettere la sicurezza alimentare. In conclusione, SAN, policarbonato e Tritan rappresentano tre soluzioni diverse per bicchieri in plastica rigida riutilizzabile, ognuna con pro e contro riassumibili così: SAN: trasparente ed economico, adatto per eventi di breve durata o grandi quantitativi grazie al costo contenuto. Regge discretamente gli urti e i lavaggi (fino a centinaia), ma può graffiarsi. Policarbonato: materiale storico dai risultati eccellenti in termini di robustezza e limpidezza. Ideale per un uso intensivo, resistente a urti violenti e ad alte temperature, ha garantito per anni prestazioni quasi paragonabili al vetro senza i suoi rischi . Purtroppo il contenuto di BPA ne ha decretato la progressiva eliminazione per motivi di sicurezza sanitaria. Inoltre richiede cure nella pulizia per evitare attacchi chimici da detergenti troppo aggressivi Tritan: il nuovo standard per bicchieri premium. Unisce la sicurezza alimentare (BPA-free) a proprietà tecniche di altissimo livello: trasparenza duratura, infrangibilità, resistenza ai graffi e ai lavaggi prolungati . È più costoso, ma offre la massima tranquillità d’uso e longevità, risultando perfetto per locali attenti alla qualità e investimenti a lungo termine. Richiede solo normali attenzioni (evitare creme solari, pulire tempestivamente) per mantenersi come nuovo Alla luce della normativa che entrerà a regime nel 2026, gli operatori HORECA sono chiamati a rivedere le proprie forniture: il policarbonato va gradualmente sostituito con materiali alternativi approvati. Tritan e altri copoliesteri rappresentano il rimpiazzo naturale per mantenere performance e aspetto; il SAN rimane un’opzione valida per applicazioni meno esigenti o budget contenuti. In ogni caso, la priorità è garantire agli utenti finali bicchieri sicuri, igienici e performanti, conformi alle normative vigenti. Scegliere il materiale giusto significa investire nella durata del prodotto, nella soddisfazione del cliente e nel rispetto della legge. Con le informazioni tecniche e i dati presentati, speriamo possiate compiere scelte informate e lungimiranti per il vostro servizio, assicurando un brindisi in tutta sicurezza e qualità! [...]
Settembre 12, 2025Quando organizzi un evento — matrimonio, festival, festa di piazza, catering aziendale — oppure sei un’azienda o un’Amministrazione che fornisce stovigliame/bicchieri riutilizzabili, è essenziale accertarsi che i materiali a contatto con alimenti siano sicuri. In particolare, MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti) e i test di migrazione sono strumenti normativi e tecnici che proteggono il consumatore, siano esso privato o azienda. Questo articolo spiega cosa sono i MOCA, quali normative si applicano, cosa sono i test di migrazione (globale e specifica), procedure pratiche da seguire, esempi reali, e come Garnet Europe soddisfa questi requisiti. Cosa sono i MOCA MOCA sta per Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti. Sono tutti quei materiali che entrano in contatto diretto o indiretto con cibi e bevande: bicchieri, piatti, posate, contenitori, imballaggi, superfici di preparazione, ma anche parti di macchinari alimentari. Norme europee e nazionali stabiliscono che questi materiali non devono trasferire all’alimento sostanze pericolose in quantità tali da: costituire un pericolo per la salute umana; alterare la composizione dell’alimento in modo inaccettabile; modificare caratteristiche organolettiche (odori, sapore) del cibo. Normativa principale Ecco le leggi principali che regolano i MOCA in Italia / UE: Atto normativo Contenuto principale Regolamento (CE) n. 1935/2004 Regolamento quadro europeo: requisiti generali per tutti i materiali che devono essere “sufficientemente inerti”. Regolamento (CE) n. 2023/2006 Buone Pratiche di Fabbricazione (GMP) per MOCA. Regolamento UE 10/2011 Specifico per materie plastiche: limiti di migrazione globale e specifica. Regolamento UE 2020/1245 Aggiorna condizioni di prova con simulanti. Normativa nazionale italiana DM 21 marzo 1973 su imballaggi e utensili. Test di migrazione: cosa sono, come funzionano I test servono a verificare che il materiale non continui a trasferire sostanze chimiche agli alimenti in condizioni d’uso previste, nelle peggiori condizioni ragionevoli. Migrazione globale (OML): misura l’inerzia complessiva del materiale. Standard: 60 mg/kg alimento. Migrazione specifica (SML): limiti per sostanze particolari (es. BPA, metalli pesanti). Come si eseguono i test Scelta del campione: bicchiere/materiale finito. Simulante alimentare: acido, neutro, grasso, alcolico. Condizioni di test: temperatura, durata, superficie. Analisi: cromatografia, spettrometria, ecc. Valutazione: confronto con limiti di legge. Esempi e casi reali Indagine Ministero della Salute (2023-2027): 1117 campioni, 0,72% non conformi. Ritiro di 25.000 piatti con falso logo MOCA. Aziende richiedono test a Intertek per certificare conformità UE. Questi esempi mostrano che: Anche un piccolo numero (0,72%) può avere implicazioni legali e reputazionali. False dichiarazioni causano ritiro del prodotto e danni di immagine. Le grandi forniture richiedono certificazioni rigorose, non solo promesse verbali. Cosa fare concretamente quando organizzi eventi o fornisci bicchieri/stoviglie Verifica documentazione di conformità MOCA: serve una dichiarazione scritta del produttore. Controlla che i test siano eseguiti da laboratorio accreditato: certificati completi con risultati globali e specifici. Materie prime: europee, produzione in Italia = qualità e tracciabilità. Uso previsto: verificare che le prove riflettano condizioni reali (caldo, acido, alcool). Etichettatura: simbolo bicchiere/forchetta, temperature max/min, indicazioni d’uso. Tracciabilità: conservare certificati, lotti e produttore. Per PA e grandi commesse: capitolati e clausole aggiuntive spesso obbligatorie. Come Garnet Europe risponde Tutti i bicchieri certificati MOCA, con test effettuati da laboratori accreditati. Produzione solo in Italia, con materia prima esclusivamente europea. Forniture a Comuni, PA e grandi aziende marketing che richiedono massima conformità. Vantaggi pratici per chi sceglie prodotti conformi Evitare sanzioni e problemi legali. Tutelare la reputazione di eventi e aziende. Ridurre i costi di ritiro o sostituzione in caso di non conformità. Facilitare certificazioni e gare pubbliche. Possibili criticità Fornitori esteri che riportano falsi loghi MOCA. Test non realistici che non considerano condizioni d’uso reali. Usura da lavaggi ripetuti che può ridurre la sicurezza del materiale. Conclusione Se stai per organizzare un evento o sei un ente/azienda che acquista bicchieri riutilizzabili, la sicurezza alimentare e la conformità MOCA non sono dettagli opzionali: sono obbligatori, protettivi, e nel lungo termine ti mettono al riparo da problemi legali, economici e reputazionali. Garnet Europe offre prodotti con certificazione completa, produzione italiana ed europea, materiali controllati, indicazioni chiare: sono tutti elementi che ti danno certezze. [...]

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