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Bicchieri monouso non vietati, ma più costosi? Cosa cambia davvero con la Plastic Tax

Bicchieri monouso non vietati, ma più costosi? Cosa cambia davvero con la Plastic Tax

Prima di entrare nel dettaglio normativo, è importante chiarire un punto: oggi l’alternativa strutturale ai bicchieri monouso non è “un altro tipo di monouso”, ma il bicchiere riutilizzabile. Sempre più eventi, festival, manifestazioni sportive e locali stanno adottando sistemi di riuso con cauzione proprio per ridurre l’esposizione a future restrizioni normative e all’aumento dei costi legati alla plastica vergine. Il riutilizzabile non dipende dalla Plastic Tax, non è soggetto a misure di riduzione del consumo previste per il monouso e rappresenta una soluzione più stabile nel medio-lungo periodo.

Chiarito questo, vediamo cosa dice davvero la normativa sui bicchieri monouso e perché, pur non essendo vietati (salvo specifici casi), potrebbero diventare più costosi nei prossimi anni.

I bicchieri monouso in plastica sono vietati? No, non in modo generalizzato.
Ma potrebbero costare di più nei prossimi anni? Molto probabilmente sì.

Tra Direttiva SUP, recepimento italiano e futura Plastic Tax, il mercato dei bicchieri monouso sta cambiando. Non per un divieto totale, ma per un progressivo aumento dei costi e della pressione normativa.

In questo articolo analizziamo cosa è vietato oggi, cosa non lo è, e perché i prezzi potrebbero salire anche senza un divieto ufficiale.


I bicchieri monouso sono vietati in Italia?

La normativa di riferimento è la Direttiva (UE) 2019/904 sulla plastica monouso, recepita in Italia con il D.Lgs. 196/2021.

Ad oggi:

  • Sono vietati i bicchieri in polistirene espanso (EPS), il classico “polistirolo bianco”.
  • Non sono vietati i bicchieri monouso in PP, PET e PS rigido non espanso.

Quindi un bar, un evento o una sagra possono ancora utilizzare bicchieri monouso tradizionali in plastica.

Ma questo non significa che la situazione resterà economicamente invariata.


Cos’è la Plastic Tax (MACSI)

La Plastic Tax italiana è tecnicamente l’Imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego (MACSI).

Prevede un’imposta pari a 0,45 euro per chilogrammo di plastica vergine contenuta nei manufatti monouso.

Non è una tassa a pezzo, ma a peso.

L’entrata in vigore è stata più volte rinviata e attualmente è prevista per il 1° luglio 2026, salvo ulteriori proroghe.


Chi paga la Plastic Tax?

Formalmente, la tassa è dovuta da:

  • Produttori italiani
  • Importatori extra-UE
  • Soggetti che effettuano acquisti intracomunitari

Il bar o l’organizzatore di eventi non la paga direttamente allo Stato.

Ma il produttore, pagando l’imposta, trasferirà inevitabilmente il costo sul prezzo di vendita.

Risultato: aumento del prezzo lungo tutta la filiera.


Quanto può incidere davvero sul prezzo di un bicchiere?

Facciamo una simulazione concreta.

Un bicchiere monouso in PP pesa mediamente circa 10 grammi (0,01 kg).

Imposta prevista:

0,45 € x 0,01 kg = 0,0045 € per bicchiere

Ovvero circa 0,45 centesimi a pezzo.

Su 100.000 bicchieri significa 450 euro di imposta.

Può sembrare poco, ma:

  • Si applica su grandi volumi
  • Si somma a costi energetici e trasporti
  • Viene ribaltata con margine commerciale

Il risultato finale può essere un aumento percepibile sul prezzo unitario.


E i bicchieri in cartoncino con rivestimento plastico?

Molti pensano che i bicchieri in carta siano esclusi. Non è così semplice.

Se il bicchiere contiene un film plastico interno (PE o altro rivestimento), rientra nella definizione di manufatto con plastica.

L’imposta si applica solo sul peso della plastica contenuta, non sulla carta.

Quindi:

  • Bicchiere in carta + film plastico → tassabile sulla parte plastica
  • Bicchiere compostabile certificato EN 13432 → escluso
  • Bicchiere con plastica riciclata → la quota riciclata non è imponibile

Questo significa che anche il “bicchiere di carta” potrebbe subire un incremento di costo se contiene plastica vergine.


Monouso non vietato, ma economicamente sotto pressione

Il punto non è il divieto immediato.

Il punto è la direzione del mercato:

  • Misure di riduzione del consumo previste dalla normativa europea
  • Pressione fiscale crescente
  • Bandi pubblici che richiedono riutilizzabile
  • Richieste ESG da parte di sponsor e aziende

Il monouso resta legale, ma il suo spazio economico si restringe.


Conviene ancora investire nel monouso?

Per piccoli volumi occasionali, può ancora avere senso.

Ma per:

  • Eventi ricorrenti
  • Festival
  • Manifestazioni sportive
  • Grandi sagre

Un aumento anche minimo a pezzo, moltiplicato per centinaia di migliaia di unità, diventa una voce rilevante.

Per questo molti operatori stanno valutando soluzioni riutilizzabili, non solo per ragioni ambientali, ma per stabilizzare i costi nel medio periodo.


Conclusione

I bicchieri monouso in PP, PET e PS non espanso non sono vietati in Italia.

Ma la Plastic Tax, se entrerà in vigore, potrà renderli progressivamente più costosi, anche quando il divieto non esiste.

E lo stesso vale per molti bicchieri in cartoncino con film plastico interno.

Il cambiamento non è tanto giuridico quanto economico.

Chi organizza eventi o gestisce locali dovrebbe guardare non solo alla normativa attuale, ma alla traiettoria del mercato nei prossimi anni.

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